Le Orme della Pantera

L’Associazione “Pantera 90 Archivio” si è costituita il 2 ottobre2020 con il fine di raccogliere materiali cartacei e audiovisivi sui movimenti giovanili a partire dagli anni Ottanta e in particolare sul movimento della Pantera. Sin dalla sua fondazione ha istituito una convenzione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) che ha accettato di conservare i documenti audiovisivi che, pur rimanendo proprietà dell’Associazione, hanno la necessità di essere conservati in un luogo idoneo, mentre ha affidato i documenti cartacei all’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR). Questi ultimi documenti sono confluiti nel fondo Memoria di cartadove era già presente un subfondo Pantera 90 sulla Facoltà di Lettere di Roma “La Sapienza”, donato da alcuni esponenti del movimento.Nel fondo IRSIFAR sono ora confluiti ulteriori documenti provenienti dalle altre facoltà romane nonché alcune buste relative all’Università di Salerno.

Per quanto concerne i materiali audiovisivigià diversi fondiconsistentiin decine di ore di girato sono stati donati all’Associazione da Roberto De Angelis eda Filippo Ricci e Sante Calvaresi. Quest’ultimo fondo è ormai in uno stato di avanzata catalogazione in vista della donazione presso l’AAMOD come già il fondo De Angelis. Questi materiali riguardano le facoltà romane (per lo più Lettere e Architettura) ma si prevedono ulteriori donazioni di materiali legati alle Università di Catania, Firenze, Palermo, Parma, Salerno.

L’Associazione si occupa di raccogliere, di catalogare e, dove necessario, di digitalizzare i fondi. Si tratta di un lavoro in costante evoluzione che consentirà di rendere fruibili questi materiali a tutti coloro che vogliano consultarli.

Invitiamo tutti ad associarsi e a partecipare al lavoro di raccolta dei documenti!

Appello della Pantera per l’istruzione

FINZIONI, PIL E PANTERE

  Facciamo finta che siamo nel gennaio 1990. In quell’anno l’Italia spende il massimo che sia riuscita ad investire in istruzione (il 10,3% del PIL) negli ultimi decenni.

 Prima riflessione: chi protestò allora era scemo, visto che oggi la percentuale è del 3,5% per la scuola, a fronte del 5,5% di allora. Poi certo non c’era neppure l’euro, nel PIL han messo di tutto, ma trattandosi di calcoli sulla spesa complessiva il dato è inequivocabile: meno risorse. E non diversamente per l’Università e la cultura in genere.

 Tradotto in soldi: tantissimi. E se non fosse chiaro quanti, basterebbe sapere che la Francia adesso investe più o meno 120 miliardi ogni anno, mentre l’Italia si ferma a 65. Quanti ne mancano all’appello? E da ultimo perfino le dimissioni del Ministro di Viale Trastevere, ad ulteriore conferma dell’enormità della questione.

Non è dunque utopia, ma realismo chiedere 30 miliardi in 3 anni per l’istruzione, intesa nel senso più ampio del termine, da destinare al variegatissimo mondo dell’associazionismo culturale, a spazi liberati, librerie, centri aggregativi, scuole, Università, fondazioni. Perché c’è una emergenza culturale, perché non è che un risarcimento e molto parziale per il furto di futuro di questi 30 anni, perché è un atto dovuto subito, verso le nuove generazioni. O se preferite, con le parole di Mattarella, per permettere una grande alleanza della qualità e delle libere intelligenze.

 Seconda riflessione: chi ha tenuto in piedi, in Italia con questi tagli strutturali, i suoi luoghi di formazione e di ricerca – e non diversamente è andata nel mondo del lavoro dove orari e fatica sono aumentati, i salari ed i diritti molto meno –  è scemo più scemo.  

Scemo perché ogni volta che hai provato a dire che non era intelligente disperdere, distruggere, frammentare lo straordinario patrimonio culturale ed umano che ci tiene vivi, il biscione della propaganda ti soffocava. Nel 1990 Berlusconi era solo il Presidente del Milan, per diventare quello di “tutti gli italiani” era presto, ma la rete tentacolare di cui è stato la maschera arrivava già ovunque. Oggi si è data il nome di Bestia e non cambia molto, se non in peggio.

 E più scemo perché poi puoi aver fatto l’autonomo, il figgicciotto, l’aclista, l’associazione, la moltitudine, la tuta bianca, il cane sciolto, il girotondo, il viola, la no-tav, la no-tap, i no-muos, l’onda, l’acqua pubblica, non una di meno, la professoressa modello, ribelle, geniale, lo studente scomodo, scettico, impegnato sempre ti hanno sconfitto o dichiarato tale, al punto che con le sardine, neanche sono nate e già in scatola le vorrebbero.

 Per capire l’origine di questa narrazione falsa, aiuta ugualmente rimettere gli orologi indietro, tornare sempre al gennaio del 1990, quando ti stai ancora togliendo la polvere del muro di Berlino di dosso e stai per vedere ammainare la bandiera rossa a Mosca. La partita l’avevano chiusa allora. O così dicevano in coro o quasi, da Fukuyama con il suo citatissimo libro “La Fine della Storia e l’ultimo uomo” ai Tg. La povertà, l’ingiustizia, le diseguaglianze non ci sarebbero più stati, ti saresti curato nella clinica privata di New York come nell’ospedale che non c’è in uno dei tanti sud del mondo, tutto sarebbe filato via benissimo.

Non è andata proprio così: i muri sono aumentati e confini e mari sono diventati cimiteri. E se non bastasse in Siberia, Amazzonia ed  Australia, in meno di un anno, qualora il riscaldamento globale fosse troppo lento, accendono fuoco su fuoco. E malgrado Greta e Gretini, malgrado le manifestazioni, i Friday for future, la straordinaria presa di parola collettiva di una generazione. E poi pure gli osanna alla guerra, come nel gennaio del 1991, nel primo conflitto post-muro. Come a Genova simbolicamente contro l’umanità, come l’11 settembre, come in tanti luoghi, con tanto di discesa in campo di dio, a renderla, al bisogno, di religione e civiltà. Quali, però, non si sa.

Perché sempre qui stiamo, sempre ad un passo da punti di non ritorno.

 Ed allora proviamo a darci il coraggio che sembra mancare, per trovare la strada giusta,perché “divisi siamo niente, uniti siamo tutto”. Come si dice in questi giorni già in una decina di Università in agitazione.

E quale obiettivo più semplice che pretendere il giusto. E tanto più da uno stato che per una banca, una tangente – è in quegli anni che si è gonfiato a dismisura il nostro scandaloso debito  –  un F35 che vola male,  tanti problemi non se li è fatti mai.

 Al contrario, chi trent’anni fa alzò la voce perché voleva studiare, capire e farlo liberamente, senza dover dipendere dagli interessi e dal buon cuore dei privati, di domande ha continuato a farsene e nel paese dei gattopardi una qualche coerenza non l’ha persa mai. E la Pantera, oggi, è potenzialmente dappertutto, perfino in luoghi dove sarebbe stato impensabile arrivasse, ma è come se non ci fosse mai stata, mentre per tre mesi se ne era andata ovunque, con sempre più cuccioli con sé, con una partecipazione capillare e consapevole che all’Università non ha avuto eguali né prima, né dopo.

Ma perché poi chiedere almeno 10 miliardi per 3 anni. E la Sanità ? E la Giustizia?  

Perché solo un popolo colto sa dove andare, perché i soldi per la conoscenza hanno un elevato effetto moltiplicatore per l’intera società e perché le risorse non saranno infinite, ma ci sono, se non si ragiona condizionati da lobby o da conflitti di interesse.

 E poi pare proprio il minimo che non crollino controsoffitti, case dello studente, ponti e viadotti, che studiare torni ad essere il sale della vita, che andare all’estero sia scelta e non obbligo, che la formazione permanente non sia uno slogan indecente per dirti che non arriverai mai, che associare migrante con arricchente e diversità con libertà, da giochi di parole diventino percorsi. C’è posto per tutte e tutti. Ma tutti tutti, visto che a parole non ce ne è una, neppure tra queste forze politiche e sindacali che non si direbbe d’accordo.

Il 17 proveremo ad iniziare a ricostruire cosa successe nel 1990, alla facoltà di Lettere, il 18 andremo alla città dell’altra economia, all’ex-mattatoio per una giornata di incontri discussioni, eventi, musiche e danze.

E sarà una prima occasione libera e aperta per provare a costruirla insieme una manifestazione così. Una manifestazione che abbia come stelle polari la Pace e l’Ambiente ed il Sapere come via e 30 miliardi come carburante.

Allora nel gennaio del 1991, più o meno gli stessi, ci opponemmo al primo conflitto del golfo, facemmo della Costituzione e del ripudio della guerra la nostra bandiera. Oggi siamo forse alla vigilia della terza, sempre lì. Ur fascismo ci sussurrerebbe Eco. E’ a pezzi, ammonisce papa Francesco. E’ mondiale, gridano in tanti, quando solo dirlo dovrebbe dare i brividi. Ma così va e senza nessun Einstein pronto a replicare che se non è dato sapere chi la vincerà, è invece certo che la quarta con i sassi sarà. Sempre che sia rimasto qualcosa.

Meglio, molto meglio immaginarci a manifestare, parlare, discutere, litigare, proporre. A titolo personale, collettivamente, creativamente, come ci pare, ma vivi. E poi di piazze politiche l’Italia ne ha inventate infinite che quasi basterebbe solo coordinarle, perché la lotta torni a produrre cambiamento anche da noi. E mai come in questa particolarissima congiuntura è urgente e possibile. La Pantera apparve a Palermo, fece lì i suoi primi cento e più passi. Le sue orme, oltre antiche e nuove appartenenze, una strada la indicano, un pas-saggio lo evocano ed un P.A.S. fatto di Pace Ambiente Sapere, per battere il tempo e andarsene ovunque, lo disegnano…  Ci proviamo?

Sulle tracce della Pantera. Due giornate dedicate al Movimento studentesco del 1990

Il 17 gennaio 2020 a partire dalla 14 presso la sala Odeion della facoltà di Lettere de “La Sapienza” di Roma, Piazzale Aldo Moro 5, si terrà il convegno “Il movimento studentesco del 1990. Storia, memoria”.

Il 18 gennaio la Pantera si incontra ancora: alla Città dell’Altra Economia, Largo Dino Frisullo, Roma, con una serie di appuntamenti. Presentazioni di libri, video, musica, cibo. L’appuntamento è dalle 12 a mezzanotte. Nel corso della seconda giornata sarà lanciato un “Appello per l’istruzione”, sempre più depauperata di fondi statali, con l’obiettivo di promuovere una mobilitazione nazionale.

Gennaio 1990: il muro di Berlino era appena caduto e il mondo era in fermento, quando in tutta Italia gli occuparono pacificamente più di 170 facoltà. Mobilitati contro la riforma universitaria voluta dall’allora ministro Antonio Ruberti e preoccupati di come la politica stesse affrontando un cardine della società italiana: l’istruzione.

Trent’anni dopo, quel movimento è apparentemente dimenticato. Eppure gli studenti che lottavano per un’Università che rispondesse alle loro esigenze in una società dell’informazione in piena trasformazione, sono cresciuti forti anche di quell’esperienza. Hanno preso strade diverse portando sempre con sé la volontà di cambiare il mondo. Qualche mese fa si sono rincontrati per confrontarsi. E ora propongono le loro riflessioni su quell’esperienza e su ciò che è venuto dopo. Provando a ricollocare il ruolo di quel movimento nella memoria collettiva italiana.

La due giorni, costruita in questi mesi dagli ex studenti romani, ha tra gli obiettivi quello della raccolta dei materiali per la costituzione di un fondo video-fotografico presso l’Aamod (archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e per implementare il Fondo cartaceo già costituito presso l’IRSIFAR (Istituto Romano Storia d’Italia dal Fascismo alla resistenza).

Programma 18 gennaio 2020

PROGRAMMA PANTERA FORUM 18 GENNAIO 2020 CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA

11.30       APERTURA GIORNATA

11.45       APERTURA STAND LIBRILA PECORA ELETTRICA E’ OVUNQUE

12.00       APERTURA RISTOBAR

12.15      SALA PALCO: STORIA DI UN CANTASTORIE – presentazione/spettacolo Una fisarmonica itinerante presentazione della II edizione del libro di Maria Lanciotti –interviene l’autrice e la fisarmonica di Daniela Mulino

14.00       SALA CONVEGNI: LA PANTERA 30 ANNI PORTATI BENE, DALLA RIMOZIONE ALL’AZIONE EFFICACE               presentazione e proiezione del video-documentario di Leonardo Celi

14.30       SALA CONVEGNI: LA PANTERA 30 ANNI PORTATI BENE, DALLA RIMOZIONE ALL’ AZIONE EFFICACE, presentazione libro di Nando Simeone Storia dei movimenti studenteschi e giovanili: dai giovani dalle magliette a strisce a Greta Thunberg, NeP edizioni, Ne discute l’autore con Massimiliano Cafaro

14.30       SALETTA PROIEZIONI: IL RISVEGLIO DELLA PANTERA, proiezione documentario di Leonardo De Angelis, sceneggiatura tratta dal libro Gli anni della Pantera di Nando Simeone

15.00       SALA PALCO: IL PROGETTO DI “SCOMODO”: DALLA REALTA’ EDITORIALE ALLA REALTA’ SOCIALE, incontro con i redattori di Scomodo, il giornale studentesco più letto in Italia

15.15       SALA PALCO: L’AZIONE POLITICA PER LA GIUSTIZIA CLIMATICA (FRIDAYS FOR FUTURE), incontro con gli attivisti di Fridays for Future-Roma, coordina Antonietta Longo

15.30       SALA PALCO: GLI OCCHI DELLA PANTERA: DALL’AGRO ROMANO AI TROPICI. RIFLESSIONI POETICHE SULLA VISIONARIETA’ DEL MOVIMENTO, lettura in musica di Agraria Occupata

15.45       SALA PALCO: LA PANTERA E LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: FIUTANDO LA CRISI, incontro dibattito con Luca Falconi di Geologia senza frontiere, Antonio Onorati di Crocevia, Agraria occupata, Fridays for Future-Roma

15.45       SALETTA PROIEZIONI: C’ERA UN’ONDA CHIAMATA PANTERA, proiezione del documentario di Carmelo Albanese

16.00       SALETTA PROIEZIONI: proiezione di Firenze 90. TeleSqualo/ frammenti di un movimento di Filippo Macelloni e altri

16.30       SALA CONVEGNI: ORA BASTA! COME POPULISMO E SOVRANISMO STANNO DEVASTANDO IL NOSTRO PAESE E COME POSSIAMO RESTITUTIRGLI DIGNITA.’ presentazione del libro “Ora Basta” di The Panthers, ed. Clichy, ne discute Jacopo Flavio Ghelli con Fulvio Abbate

17.15       SALA PALCO: APPELLO PER L’ISTRUZIONE, presenta l’iniziativa Alessandro Natalini

17.30       SALA CONVEGNI: POVERA ROMA: SGUARDI CAREZZE E GRAFFI. LA RETE ASSOCIATIVA RIVENDICA UNA CITTA’ GIUSTA E ACCOGLIENTE, presentazione del libro ed. Editorialenovanta, ne discutono: Monica di Sisto, Sandro Medici, Romolo Ottaviani, Anna Pizzo, coordina Michele Citoni

17.30        SALA PALCO: RISSE DA BAR E ALTRE MERITEVOLI INIZIATIVE CULTURALI, MONOLOGO COMICO SU UN DECENNIO GIOVANILE A ROMA: 1980-1990, monologo di e con Andrea Bassi

18.30       SALETTA PROIEZIONI: proiezione in loop di video e foto raccolti in questi mesi

18.30       SALA CONVEGNI: PANTEROMA, Introduzione alle prossime iniziative, introduce alle prossime iniziative Stefano Laddaga

18.45       SALA CONVEGNI: DETONAZIONE! PERCORSI CONNESSIONI E SPAZI ALTRI NELLA CONTROCULTURA ROMANA DEGLI ANNI 90, anteprima del libro di prossima uscita, intervengono gli autori e ospiti a sorpresa, segue: SPAZIO E TEMPO AUTOGESTITO

20.15       SALA PALCO: APPELLO PER L’ISTRUZIONE, presenta l’iniziativa Alessandro Natalini

20.30       SALA PALCO: LE DONNE, PROTAGONISTE, VITTIME E FUORI DAGLI SCHEMI, reading e performance teatrale comico-drammatica. Interpreti: Anna Dantone, Giorgia Palermo, Cristina Dottori, Nadia Belluardo

21.30       SALA PALCO: MUSICA DAL VIVO – SAN ROMOLETTO, la Pantera canta

22.30       SALA PALCO: BATTI IL TUO TEMPO ASSALTI FRONTALI 1990-2020, Assalti Frontali dal vivo

23.00       SALA PALCO: MUSICA FINO AL MATTINO – DJ SET CON LUZY L & CORRY X FROM TORETTA STILE

FINANZIAMOCI

Cari tutti…abbiamo iniziato la raccolta fondi per l’organizzazione delle giornate del 17 e 18 gennaio 2020: convegno, forum, presentazione di libri, proiezioni video, performances, teatro, risto-bar, San Romoletto jam session, DJ set. 

Il ricavato sarà inoltre destinato a finanziare la costituzione dell’archivo del Movimento Studentesco La Pantera 1990 presso la FONDAZIONE ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO – AAMOD

Per sottoscrivere una quota (consigliata 20,00 € o più…) visitare la pagina:

Https://splitted.it/pantera

Oppure spedire un bonifico intestato a Roberta Piroddi all’ IBAN : IT46Q3608105138271204671210 con causale: “donazione Pantera 1990”

O ancora fare una ricarica alla Poste Pay sulla carta Poste Pay di Roberta Piroddi n. 5333171085201453

18 gennaio 2020 RITROVIAMOCI, RACCONTIAMOCI, RIATTIVIAMOCI

Trent’anni fa, studenti universitari diversi tra loro, ci siamo uniti nel movimento della Pantera intorno ad alcuni principi e idee-forza: la conoscenza come leva di giustizia sociale, la forza liberatrice della cultura, il valore sociale del sapere, l’uso collettivo delle risorse e degli spazi, gli studi superiori come strumento di promozione democratica, la responsabilità pubblica di chi quegli studi può fare e usare quelle competenze. Che cosa è stato di quelle idee dopo il 1990? Che senso hanno oggi?
Sconfitta ma non domata, la Pantera ha continuato a vivere in mille altre esperienze politiche e associative, e quei principi hanno irrigato percorsi professionali e scelte di vita di una generazione. Possono innestarsi sulla realtà di altre generazioni, di altre battaglie?
Ritroviamoci, raccontiamoci, riattiviamoci sui valori fondanti:
l’antifascismo, la solidarietà sociale e l’opposizione al crescente divario, l’opposizione alla morte culturale.
Il 17 GENNAIO 2020 apriremo con una giornata di studio tra storia e memoria all’Università la Sapienza – PROGRAMMA DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
il 18 GENNAIO 2020 alla Città dell’Altra Economia una giornata partecipata di incontri e dibattiti, di espressioni e che avrà il suo culmine con una grande festa concerto musica ballo!!
UNA PIATTAFORMA APERTA A TUTTE LE ANIME DELLA PANTERA, dove le diversità sono ricchezza.
Il programma del 18 gennaio vogliamo costruirlo insieme?
FINO AL 30 NOVEMBRE potete proporre, e noi vi supporteremo per realizzarlo:
• UN TEMA DA DIBATTERE
• UN INCONTRO DA TENERE
• UN’ESPERIENZA DA RACCONTARE
• UNA PERFORMANCE
• UN’INSTALLAZIONE ARTISTICA
• UNA PRESENTAZIONE CULTURALE
• UNA MOSTRA FOTOGRAFICA – DI SCRITTI – DI DISEGNI
• UNA MOSTRA AUDIOVISIVA
• UNA PIECE TEATRALE
                                               o qualsiasi altra forma espressiva.
Come fare?
Inviaci una mail a organizzazione@lapantera.org, convegno@lapantera.org, e mostra@lapantera.org, con la descrizione della proposta, nell’idea e nella attuazione e della sua finalità culturale e politica, eventuale durata e spazio fisico necessario alla sua realizzazione.
Noi ti contatteremo per valutare e decidere con te come inserirlo nell’evento all’interno o all’esterno degli spazi in dotazione.
FINO AL 30 NOVEMBRE PERCHE’ POI NON AVREMMO PIU’ TEMPO PER MOTIVI ORGANIZZATIVI
                                         DIFFONDENTE A TUTTE LE PANTERE CHE CONOSCETE, OVUNQUE.  


                                                                    LA PANTERA È MORTA, VIVA LA PANTERA

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Forum del 18 Gennaio – Proposte

Questo articolo invita alla formulazione delle proposte con cui sostanziare l’incontro del 18 gennaio presso gli spazi della Città dell’Altra Economia.

Il forum sarà incentrato sulle esperienze della pantera e sulla sua eredità.

I temi pensati ad oggi vanno dagli strumenti della occupazione e della partecipazione come agire politico e sociale alla produzione culturale della pantera negli anni seguenti al 1990; da come quelli della pantera hanno letto e usato lo sazio pubblico alla necessità delle comunicazione di queste esperienze agli studenti del 2020.

alla fine della giornata si farà (forse) musica e (sicuramente) si ballerà .

nello spazio commenti si possono lasciare proposte (da prendere in carico in prima persona)